La sindrome di Alice – il vecchio melograno e la finestra senza vetri

_DSC9095Sarà la sindrome della buca che si apre su un mondo sotterraneo di Alice in Wonderland, che dai 6 anni non mi ha mai abbandonata, ma ogni tanto ho bisogno del fantastico nella crepa nel muro. Anche oggi, durante un sopralluogo, è successo, improvvisamente, durante  un momento di noia, o di stanchezza, o distrazione.
Una piccola sorpresa, una creatura quasi fantastica – nel mio immaginario figurativo – che  fa capolino da dietro il quadrato nero di una finestra senza vetri  che si apre su un vecchio edificio di mattoni semi-abbandonato; superato un vecchio orto che sembra proprio quello dei monasteri, due o tre passaggi nascosti sotto archi di pietra, si apre questo piccolo cortile romantico che ospita un melograno disordinato e stanco, rugoso, con i frutti spaccati e rinsecchiti al suolo, che nessuno ha potuto o voluto raccogliere.
Dal buio della finestra senza vetri, dicevamo, arriva uno scattante scoiattolo, che si tiene tra le zampette parti di quel frutto e sgranocchia, ha una coda magnifica, sontuosa, bicolore. E un occhietto selvatico e carico di messaggi: ma quali? Perché è chiaro che è un piccolo messaggero, un’apparizione fugace e misteriosa che non è lì per caso. Rifletto, lo osservo sgranocchiare, stupefatta da tanta grazia, quando vedo spuntare, dalla stessa finestra, altri due piccoli scoiattoli, più timidi, inizialmente, ma poi altrettanto risoluti si avventano sul loro bottino gastronomico, mimando lo scoiattolo più anziano.
Rimango immobile, a pochi metri, osservando silenziosa questa famiglia e i loro movimenti minuti e perfetti.
 Questo incontro inaspettato mi ricorda ancora una volta le ragioni che mi legano a questo lavoro, il modo in cui ho scelto di farlo, la fatica, l’investimento e l’impegno, la strada più difficile. Preferire strade inedite, fuori schema, che mi portano in luoghi come questo, mi permetto incontri con il mondo interiore, con quello dei “sogni diurni” con sorprese continue, che possono arrivare da dietro un angolo ricoperto di rossa vitis rampicante, un vecchio cancello cigolante, la antica porta di un casale di campagna…Per questo amo i sopralluoghi, che  mi trasformano in qualcosa che sta a metà tra l’esploratrice e la reincarnazione di Alice, appunto; specie quelli in luoghi inconsueti, che trovo quando sbaglio strada, che sembrano quelli fatti apposta per incontrare un tipo come lui, lo scoiattolo curioso sull’albero di melograno. E mi ricordano che è necessario cambiare strada, svoltare a destra quando tutti andrebbero a sinistra, spingere una porta, attraversare un passaggio segreto, leggere segnali, immaginare; l’immaginazione, se riesci a risvegliarla, ti schiuderà squarci di verità e poesia, qualunque sia la tua vita.
Scatti di Riccardo Diotallevi
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