Gyoza giapponesi,wanderlust e il gene del viaggiatore

 

DRD4-74. Ne avete mai sentito parlare? È il gene speciale che – pare- sia all’origine di quell’ irrequieta curiosità che spinge a viaggiare, esplorare, conoscere in senso geografico: insomma la mitica “wanderlust”, ovvero l’impulso a “vagare in ampi spazi lontani”. Secondo studi scientifici, pare che coloro che ne siano portatori manifestino una maggiore propensione al rischio e all’esplorazione: di luoghi, cibi, idee, relazioni, droghe e opportunità sessuali. Presente specialmente in coloro le cui origini hanno a che vedere con popolazioni che hanno la migrazione nella loro storia remota.

Lo dicevo, che c’era qualcosa che veniva prima ancora delle mie scelte e dei miei interessi di donna adulta. Che era più forte della mia stessa volontà. La mia irrequietezza per i viaggi, che mi porta a riempire frequentemente una valigia, ma anche la curiosità di provare cibi quali espressioni vivide e spontanee di culture lontane.

E’ proprio il concetto di “vagare” come impulso irresistibile che fa di “Wanderlust” una dimensione mentale diversa dal semplice interesse per i viaggi.

Credo si tratti di una forma voluta di conoscenza che implica la perdita di una parte di sé, necessaria a ri(trovare) qualcosa. Perché è indubbio che viaggiare ci porti a conoscere, o meglio, a ri-conoscere qualcosa che abbiamo perduto o che possiamo ritrovare; a patto di “dimenticare” per un po’ il nostro ego, le nostre manie, le abitudini, i radicamenti che ci chiudono al mondo e inibiscono il confronto. Viaggiare, come un incantamento, come una ipnosi che ci guida verso l’esplorazione e che, quindi, arriva da lontano, forse dalle nostre radici di esploratori e cacciatori.

E’ la Wanderlust. Viaggiare con intelligenza.

Un omaggio alla mia Wanderlust che mi spinge in Oriente, verso il Giappone che vorrei visitare nel 2016 – impegni permettendo – è la ricetta dei leggendari Gyoza, meravigliosi scrigni di gusto per i quali la temperatura della mia personale Wanderlust gastronomica si impenna in un lampo.

Provate, e vi ritroverete in breve su Skyscanner a cercare un volo per Tokyo.

images-4

 

GYOZA GIAPPONESI

350 g di carne di maiale tritata

90 g di cavolo cinese tritato

2 cipollotti affettati finemente

2 cucchiaini di zenzero fresco grattuggiato

2 funghi shitake

1 carota piccola

 

1 uovo leggermente sbattuto

1 cucchiaio di salsa di soia

2 cucchiai di mirin

2 cucchiaini di sakè

30 fogli di pasta per Gyoza

2 cucchiaini di olio vegetale

 

SALSA

2 cucchiai di salsa di soia

2 cucchiai di aceto di riso

Mescolare la carne, il cavolo, cipollotto, zenzero, funghi, carota, uovo, salsa di soia, mirin e sakè. Stendere i dischi di pasta su un vassoio e mettetici al centro due cucchiaini di ripieno. Spennellate i bordi con un po’ di acqua. Chiudete i gyoza pizzicando i bordi e formando delle pieghe. Fateli dorare nell’olio già caldo, senza lasciare che si tocchino. Unite 125 ml d’acqua, coprite e cuocete ancora per 5 minuti. Comporre la salsa mescolando salsa di soia e aceto.

Servire i Gyoza caldi caldi con la salsa.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...