Sardegna Ovest – Bosa

COSA VEDERE

La seconda tappa del viaggio è un panorama. Un lungo panorama che da Alghero scorre ininterrotto fino a Bosa. Non è solo un mezzo, un sentiero da percorrere per raggiungere una destinazione, è una meta in sé. Una scogliera a strapiombo di roccia rossa punteggiata di una macchia mediterranea varia e fitta che fa da contrappunto ad un mare spumeggiante e impetuoso. Il viaggio può “smagliarsi” parecchio, e tra quelle pieghe ecco comparire continue falesie maestose, che sembrano gareggiare per altezza e che meritano diverse soste. In questo modo il tempo necessario a percorrere questo tratto può estendersi di parecchio rispetto a quanto il vostro navigatore satellitare sembrava suggerire. Ma è un tempo ben speso, nel quale si impara a capire la grandezza di una costa selvaggia e solitaria, punteggiata di corbezzolo, mirto, helicrysum, Pomo di Sodoma (Solanum sodomaeum, un arbusto dalle grandi bacche gialle simili a pomodorini, detto anche in sardo Pomodoro burro) e Cardi selvatici.

Costa Alghero - Bosa
Costa Alghero – Bosa

Ad un certo punto Bosa arriva, ma non c’è fretta. Il borgo è considerato uno tra i più belli d’Italia e non è difficile comprenderne i motivi: solo qui esiste un fiume navigabile, il Temo, e solo qui troverete una città vecchia così ben conservata con le caratteristiche abitazioni colorate che si sviluppano in verticale; l’andamento planimetrico del borgo regala scorci sulle vie acciottolate, posizionate al di sotto del castello dei Malaspina. Le antiche abitazioni sono parzialmente incassate nella roccia e presentano solitamente due accessi sfalsati, uno sulla via superiore e uno su quella inferiore. Un tempo sede di una fiorente industria conciaria, le strutture che ospitavano queste attività – costruite tra il Settecento e l’Ottocento e oggi patrimonio di archeologia industriale – colorate e poetiche, si rispecchiano allineate e placide nel corso d’acqua che le scorre adiacente.

Pomo di Sodoma - Solanum linnaeanum
Pomo di Sodoma – Solanum linnaeanum
Costa Alghero - Bosa Falesie e cardo Selvatico
Costa Alghero – Bosa Falesie e cardo Selvatico

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Campanule sulla costa
Campanule sulla costa

Il lungofiume è tranquillo e romantico e con le sue costruzioni armoniche e dai morbidi colori, il ponte di pietra, le piccole imbarcazioni che ondeggiano al tramonto e i pochi ristoranti discreti e (ancora) non turisticamente smaliziati è luogo di dolcezza e poesia, in grado di regalare preziosi attimi di serenità.

Consiglio una lunga passeggiata sulla collina, tra le stradine labirintiche sotto il castello Malaspina fino al fiume, per ammirare le strade, i palazzi patrizi, le belle chiese, gli angoli assolati e muti, e magari sostare in compagnia di un caffè freddo in piazza osservando la vita locale di questa cittadina isolana, che, quasi come in un fermo immagine, scorre lenta e antica tutto intorno.

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Bosa - abitazioni
Bosa – abitazioni
Cattedrale
Cattedrale
Cattedrale - interni
Cattedrale – interni
Vie del borgo
Vie del borgo
Lungofiume
Lungofiume
Tramonto sul Temo
Tramonto sul Temo
insegne
insegne

MARE

La spiaggia di Bosa Marina è piacevole e adatta alle famiglie, ma il mio consiglio ricade sulle Calette di Torre Argentina. Arrivati in prossimità della torre ben visibile, alcuni percorsi sterrati che partono dalla strada principale, in piano ma faticosi sotto il sole cocente, vi condurranno ad un paio di calette dall’acqua limpida (scogli e ghiaia) perlopiù deserte, anche in alta stagione. Selvagge e tranquille.

Caletta di Torre Argentina
Caletta di Torre Argentina

CUCINA

Consiglio di fermarsi in uno dei ristorantini con vista fiume, perché l’atmosfera soave vi ripagherà di una probabile ingenuità nel servizio. Suggerisco di assaggiare i meravigliosi gamberi di Bosa e il pescato del giorno (orata, branzino) alla Malvasia locale; un piatto di semplice preparazione ma intenso e sorprendente nei profumi. La Malvasia è una produzione caratteristica dell’area, ha da sempre valenze sociali e culturali di grande importanza per la gente di Bosa ed è considerato il vino da offrire in occasioni importanti. può essere interessante seguire le tappe di un tour tra i produttori: i comuni che si distinguono per la produzione sono Modolo, Magomadas, Suni, Flussio e Tinnura. Pare la che la Malvasia dell’azienda vitivinicola dei fratelli Porcu, che ha sede nel piccolissimo comune di Modolo, sia tra le più interessanti, considerata un piccolo gioiello di produzione locale.

TRADIZIONI

Asfodelo. Questo blog non poteva che appassionarsi alla storia dei cestini realizzati in asfodelo. Questa lavorazione è tipica di alcuni comuni della Planargia nei dintorni di Bosa: Tinnura e Flussi. L’Asfodelo, conosciuta anche come “pianta dei morti”, era pianta sacra nell’antichità e citata anche nell’Odissea. Era consuetudine farla crescere sulle tombe poiché si credeva che i campi di asfodelo fossero il regno dei defunti.

La radice è commestibile e gustosa; ci sono pervenute diverse ricette da Teofrasto e Plinio, ad esempio la cottura della radice alla brace insieme ai fichi e cosparsa di miele. Persino Pitagora, grande estimatore di questa radice, amava molto questa ricetta.

Pare che insieme alle ghiande di quercia e alla malva, la radice di asfodelo sia tra i più antichi nutrimenti dell’umanità.

Con tutte queste premesse i cestini di asfodelo realizzati artigianalmente appaiono ancora più emblematici e preziosi in tutta la loro portata simbolica e antropologica. Sono ormai pochissime le famiglie che portano avanti con dedizione e rispetto della tradizione questa pregevole tecnica manuale. Un tempo, quando non era in uso la plastica, e l’autoproduzione casalinga di alimenti non era una moda ma una necessità, i cestini di asfodelo erano un elemento fondamentale della cucina e se ne trovavano tanti e di diverse fogge e dimensioni, atti a contenere le diverse fasi di lavorazione dei prodotti. Oggi sono un prodotto di nicchia portatore di una antica cultura che va scomparendo, e avere in una casa contemporanea e tecnologica un raffinato cesto di asfodelo allo scopo di contenere fiori secchi o pane è una scelta di eleganza, di civiltà e rispetto per le tradizione.

Cestini in Asfodelo
Cestini in Asfodelo

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Prossima tappa – Abbasanta – Macomer – Cabras – Barbagia – Oristano

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