Costiera occidentale – un’altra Sardegna

Quest’estate ho scelto di fare un viaggio nella costa occidentale della Sardegna, all’interno della regione forse meno conosciuta e valorizzata dell’isola, messa in ombra un po’ da se stessa e un po’ dalle più note e mondane coste del sud o del nord-est. Le tappe eccole qui: 1)Sassarese-Nurra: Alghero-Stintino-Lago di Baratz. 2)Planargia: Bosa – Barbagia – Penisola del Sinis – 3) Medio Campidano – Miniere di Montevecchio, Scivu, Piscinas.

I temi che hanno guidato la scelta delle tappe: natura incontaminata, spiagge poco turistiche, panorami, prodotti e cibo d’eccellenza.

Dividerò l’itinerario in tre capitoli per altrettanti post.

  1. ALGHERO – CAPO CACCIA – STINTINO

Alghero è una città piacevole e composta. Inevitabile non coglierne la sua piega sonnolenta che accoglie “il continentale” con dolci panorami e morbidi contrasti. I contrasti sono tutti lì nell’essere insieme una piccola, vivace Barcellona (la città è chiamata anche “Barceloneta” e mantiene l’uso di un proprio dialetto di origine catalana) e al tempo stesso una pigra città isolana d’Italia. Sembra quasi reclamare una silenziosa autonomia dal resto della regione, lontanissima sia dalle coste mondane come dalle regioni montuose ed isolate dell’interno. La cittadina è graziosa, le mura e i Bastioni splendidi, e passeggiare per il suo centro storico luminoso, inondato dal sole al tramonto e moderatamente invaso dal turismo è un’esperienza che vale il viaggio.

Per cogliere al meglio lo spirito italo/catalano e la sua atmosfera indipendente , conviene sostare qualche giorno in più, almeno una settimana. Forse Alghero meriterebbe proprio una vacanza a sé. E’ quel tipo di città dai mille angoli nascosti, dai tanti spicchi di storia che si dispiegano un poco alla volta, passeggiando tra le sue stradine chiare e sinuose, entrando in ogni piccolo negozio, vagando per le piazze, parlando con i suoi abitanti ed “abituandosi” alle sue ritualità, assorbendole.

Alghero - vista dai Bastioni
Alghero – vista dai Bastioni

COSA VEDERE: SPIAGGE, CIBI, MERCATI, LAGHI, SCORCI SPECIALI

Consiglio un passaggio al mercato coperto dove troverete formaggi, ortaggi e soprattutto un pesce (bello anche solo da fotografare) stellare. E poi quello classico, esterno fuori dal centro storico, il mercoledì, dove trovare ottimi prodotti caseari e magari farsi fare un panino per il mare.

Proprio in questo mercato è avvenuto il primo colpo di fulmine per le mie papille: la mustìa.

Un delicatissima ricotta di pecora che viene fatta poi affumicare, dalla crosta sottile e ambrata e dal profumo inebriante. Il termine mustìa sta a indicare il processo di affumicatura, tra stuoie di canna (sos cannitos) che conferiscono alla superficie del formaggio la caratteristica rigatura. Beh, alla prova assaggio ho accennato allo svenimento e a quel punto il venditore mi ha proposto di mettercene una grossa fetta, così, nature, tra due fette di pane fragrante per il pranzo. Eccezionale.

Volendoci sottrarre alla ressa da spiaggia in alta stagione, ho selezionato alcune spiagge che non potrei definire deserte, ma senz’altro non prese d’assalto dalle masse, tutte con base Alghero in giornata.

Le Bombarde – calette. Le Bombarde è spiaggia off limits, super affollata, quindi consiglio di optare per una delle tre calette adiacenti; seguendo per le Bombarde ad un certo punto la strada prima del mare si divide a T. A sinistra si arriva alle Bombarde, a destra invece, dopo circa 200 metri ad un certo punto incontrerete diversi accessi che conducono alle calette. Scegliete la vostra preferita.

Altra spiaggia splendida è Porto Ferro, tra Capo Caccia e Promontorio dell’Argentiera, grande spiaggia selvaggia, poco frequentata perché ventosa ma imperdibile per gli scenari naturali:

Spiaggia di Porto Ferro
Spiaggia di Porto Ferro

è infatti circondata da una pineta splendida e da dune con una sabbia di color giallo-rossastro da cui prende nome. È chiusa da scogli e rilievi in trachite rossa, e puntellata da tre torri di avvistamento spagnole del XVII secolo, costruite a difesa dei saraceni.

Nei dintorni troverete le indicazioni per il Lago di Baratz, unico naturale dell’intera Sardegna e che merita una passeggiata per il suo paesaggio incantato.

Lago di Baratz
Lago di Baratz

L’Argentiera è un’altra spiaggia magnifica, peccato per un tremendo ecomostro che sta sorgendo alle sue spalle, e che appanna la bellezza del patrimonio di archeologia mineraria intorno.

Per quanto riguarda La Pelosa, che, come saprete, è una delle spiagge più note di Sardegna, io mi sono regolata così. Sveglia al mattino prestissimo, colazione veloce e arrivo in spiaggia per le 8.00. Mi sono da subito concessa lunghissimi bagni rilassanti e alle 11…, quando la calca di turisti si fa insostenibile, ho tagliato la corda. Mi sono spostata alla spiaggia “Le Saline” che invece consiglio caldamente. Bellissimo mare azzurro e trasparente, (non troppo diverso da quello de La Pelosa) una meravigliosa ghiaia bianca , alle spalle le Saline e poca, pochissima gente intorno. Relax.

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Le scogliere di Capo Caccia sono un must, davvero uno scenario mozzafiato sulla scogliera, da non perdere. Io ho visto anche le Grotte di Nettuno, molto belle per chi ama il genere, anche solo per gli infiniti scorci sulle scogliere frastornate dalle onde, scorci che ad ogni gradino cambiamo lievemente prospettiva e sono capaci di riempire gli occhi di chi percorre la lunga scalinata che dall’alto di Capo Caccia arriva fino alle grotte.

Capo Caccia
Capo Caccia

Parco dell’Asinara: non vi dimenticherete facilmente dei suoi scenari selvaggi e delicati al tempo stesso.

Profumi, brezza, natura, contrasti di colore: all’Asinara c’è una Sardegna autentica e lontana, capace di cullare e incantare. Da non perdere.

E’ una riserva, quindi l’accesso è regolamentato. Anche l’ex carcere di massima sicurezza sarebbe visitabile, ma le regole di accesso cambiano spesso: consiglio di aggiornarsi chiamando l’ente http://www.parcoasinara.org

DOVE MANGIARE: RISTORANTI ALGHERO E CAPO CACCIA

Anche per quanto riguarda i ristoranti, valgono le regole di cui sopra. La media è più che buona, considerando il fatto che si tratta di una città turistica. Segnalo i miei preferiti (da prenotare con giorni di anticipo in alta stagione)

  1. Bar ristorante “Dietro il carcere” in via Catalogna (a 15 minuti a piedi dal centro). Lo dico subito, la posizione è totalmente priva delle caratteristiche che rendono Alghero speciale. Una via anonima, ambiente spoglio e tavolini lungo il marciapiede. Cionostante, è uno dei locali più amati, e per due ragioni: la prima è l’ accoglienza eccellente del patron e la sua ottima capacità di introdurre i piatti, la seconda è nei piatti stessi: semplici, letterali, menù breve (che è sempre un pregio) ma esecuzioni perfette e freschezza assoluta. Segnalo una gustosissima fregola ai frutti di mare e soprattutto la mitologica rana pescatrice alla catalana, semplicissima e commovente: cipolle, olio d’oliva profumatissimo, pomodori. Tel: +39 347 354 1708
  2. Bar Le Ninfe – Pineta Mugoni, all’interno del Parco Naturale di Porto Conte (quindi con vista scogliera di Capo Caccia). Qui è il luogo ad essere indimenticabile: un bar/ristorante in cui mangiare sulla spiaggia con il mare a due passi e una vista magnifica. Il menù è quello classico di pesce in zona: grigliate, fregola ai frutti di mare, seppie arrosto, agliata… ma è l’insieme ad essere magico, incontaminato, speciale: per goderne appieno consiglio, dopo cena, una passeggiata sulla battigia silenziosa al chiaro di luna, a piedi nudi, ecco….Tel +39 389 501 09
    Bar Le Ninfe - Pineta Mugoni. Vino, Birra e Acqua San Martino
    Bar Le Ninfe – Pineta Mugoni. Vino, Birra e Acqua San Martino

    Pineta Mugoni, Sardegna
    Pineta Mugoni, Sardegna
  3. Consiglio anche una cena – magari di Paella, che qui è proprio di casa – in uno dei locali lungo le mura, per godere di un tramonto infuocato e un po’ spagnoleggiante.

Un altro appunto riguarda la seconda importante scoperta fatta in città: l’acqua San Martino. L’ho scoperta casualmente ed è stato subito amore. E’ un’acqua sorprendente, perché è…salata, in un modo che non ti aspetti. E’ effervescente, ma non vi è alcuna aggiunta perché le bollicine sono presenti già alla fonte. Approfondendo scopro che la fonte ha sede proprio in una zona del nord est della Sardegna, e che la fonte era venerata – perché considerata sacra e quindi sottoposta al culto delle acque – già in epoca pre-nuragica. Inoltre la sua mineralità è frutto della presenza di rocce vulcaniche che la arricchiscono in maniera speciale. Putroppo non sono riuscita a visitare l’azienda come avrei voluto, e me ne rammarico, perché la presenza in tavola, a cena, di questo prodotto eccezionale è stato un leit motiv della vacanza. Ad ogni modo, la troverete facilmente in molti ristoranti (specie fino a Bosa).

Continua….

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